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Atto n. 4-00937

Pubblicato il 23 novembre 2006
Seduta n. 82

DE PETRIS , SODANO - Al Ministro delle comunicazioni. -

Premesso che

un’indagine conoscitiva congiunta condotta dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) conclusa il 15 novembre 2006 ha evidenziato la sussistenza dei presupposti e dei margini per un intervento in relazione agli eccessivi contributi di ricarica, in modo da garantire tutte le fasce di clientela, con particolare riferimento a quelle economicamente più deboli;

secondo le Autorità, la revisione, anche totale, del contributo fisso renderebbe più trasparente le offerte e ne aumenterebbe la comparabilità, con l'auspicio di eliminare il carattere di regressività del costo di ricarica, che incide in misura maggiore sui tagli inferiori, creando effetti distorsivi per i consumatori più deboli;

è altresì risultato che il contributo di ricarica non ha un diretto e trasparente rapporto con i costi sostenuti dagli operatori per la gestione dei servizi di ricarica. In particolare, è stato stimato che il margine specificamente riferibile ai soli contributi di ricarica è nell'ordine del cinquanta-cinquantacinque per cento;

in relazione al tema dei costi di ricarica sono intervenute dapprima un petizione alla Commissione europea e successivamente le associazioni dei consumatori, al fine di ottenere l'eliminazione di un meccanismo lesivo dei diritti dei consumatori. La Commissione europea ha quindi, sulla base delle istanze ad essa indirizzate, sollecitato un intervento delle competenti Autorità;

il costo di ricarica del credito di telefonia mobile rappresenta un'anomalia italiana, contraddittoria con la natura stessa del servizio prepagato, nato in alternativa al servizio in abbonamento, che è onerato dalla tassa di concessione governativa;

il contributo fisso ha permesso ai gestori di conseguire nel 2005 ingenti ricavi al lordo dei costi, corrispondenti ad oltre il quindici per cento degli introiti complessivi delle carte prepagate, del quale si avvale quasi il novanta per cento degli utenti. Mentre i prezzi al minuto del servizio si sono progressivamente ridotti nel tempo, il contributo di ricarica per i diversi tagli è rimasto inalterato ed uniforme per tutti gli operatori;

l'effetto prodotto dal contributo di ricarica è quello di elevare il prezzo al minuto di una percentuale costante con l'esito che, a parità di prezzo al minuto, l'acquisto di ricariche di piccolo taglio comporta un incremento del prezzo complessivo anche sensibilmente superiore rispetto a quello applicato per i tagli di importo maggiore;

in un contesto di grande complessità tariffaria, il contributo di ricarica ha dunque ulteriormente accresciuto l'eterogeneità delle voci di prezzo, rendendo più opaca la percezione del prezzo effettivo finale del servizio,

si chiede di sapere:

quali iniziative si intendano assumere al fine di assicurare un intervento volto alla rimodulazione del contributo di ricarica dei cellulari, per restituire alla concorrenza tutte le componenti di prezzo della telefonia mobile e ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni delle tariffe, ferma restando la garanzia di funzionalità del servizio;

se non si ritenga necessario intervenire sugli operatori al fine di assicurare che agli utenti vengano fornite informazioni trasparenti tali da consentire scelte di consumo consapevoli, anche con riferimento ai sovrapprezzi e costi aggiuntivi rilevati nel settore;

se non sussistano i presupposti per attivare le sanzioni previste verso i comportamenti di cartello delle aziende che, praticando le stesse politiche commerciali, impongono costi aggiuntivi agli utenti che acquistano minuti di servizio.