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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00902
Atto n. 4-00902

Pubblicato il 21 novembre 2006
Seduta n. 77

ROSSI - Al Ministro delle comunicazioni. -

Premesso che:

solo in Italia, in tutto il mercato europeo, gli operatori di telefonia mobile applicano su ogni ricarica di schede prepagate un sovrapprezzo immotivato;

esso altera i contenuti dei piani tariffari presentati ai consumatori, i quali si trovano, in realtà, a pagare costi più elevati (dovendo computarsi anche l’ammortamento del costo di ricarica);

il tema è stato sollevato da una autonoma petizione promossa negli scorsi mesi cui hanno aderito più di 600.000 cittadini, e le uniche Istituzioni che abbiano reagito a tale iniziativa sono state le Commissione europea e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), di concerto con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nel silenzio del Governo;

il dibattito sul tema dei costi di ricarica nella telefonia mobile ha dato vita a nuove strategie commerciali fondate sulla riduzione di tali costi, ma le pubblicità televisive che promuovono prodotti mobili senza costi di ricarica sono ingannevoli, a causa della richiesta di canoni aggiuntivi e limitazioni di servizio;

al termine dell’indagine conoscitiva, disposta dall’AGCOM e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, è stato dichiarato urgente “un intervento di rimodulazione sul contributo di ricarica dei cellulari per restituire alla concorrenza tutte le componenti di prezzo della telefonia mobile e ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni delle tariffe”. In base ai risultati dell'indagine, ci sono i margini per un intervento dell’AGCOM - in relazione agli elevati contributi di ricarica - per garantire tutte le fasce di clientela, specie quelle economicamente più deboli;

a fronte di un numero importante di utenti, 44 milioni, per un totale di oltre 72 milioni di schede ricaricabili, tale contributo ha permesso ai gestori di conseguire nel 2005 ricavi al lordo dei costi per circa 1,7 miliardi di euro, corrispondenti ad oltre il 15% degli introiti complessivi delle SIM prepagate che in Italia, Paese dove questa strategia commerciale è nata, sono utilizzate da oltre il 90% degli utenti, rispetto ad una media europea intorno al 50%;

inoltre, mentre i prezzi al minuto del servizio si sono progressivamente ridotti nel tempo, tutti gli operatori hanno invece mantenuto inalterato il contributo di ricarica,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia intenzione di intraprendere per verificare se questi comportamenti siano compatibili con il contratto di licenza d’uso delle frequenze pubbliche e per scongiurare il cartello che si va formando su questo servizio a danno dei consumatori italiani.